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Proposte di Spettacolo

""Chi vuol esser lieto sia..."

Un magico viaggio nel Rinascimento tra musiche, canti, arti, danze di corte e balli popolari
Saltarello
(da 16 a 20 esecutori: attori e giocolieri, ballerini, soprano e musici, sbandieratori)

"Chi vuol esser lieto sia..." - Un magico viaggio nel Rinascimento tra musiche, canti, arti, danze di corte e balli popolari - è lo spettacolo che presenta uno spaccato del XVI secolo, dove vengono analizzati tanto gli aspetti della vita popolare quanto gli aspetti della vita di corte.
Lo spettatore effettua un interessante viaggio nel Rinascimento, quando cioé la danza di corte, sempre presente nei momenti trionfali di uno Stato, di un Ducato o di una nobile famiglia, rappresentava quel particolarissimo "stile" in cui si specchiavano regole di comportamento e "maniere" della vita sociale del tempo.
La danza nel Rinascimento infatti non era solo un divertimento, una tecnica di corteggiamento o una forma ludica, ma un'arte musicale e coreutica molto raffinata ed elegante, tanto che venne codificata in forme scritte ben precise; un vero rituale di celebrazione del potere, di cui protagonisti erano i cortigiani, impiegati sia come attori che come spettatori.

Bizzarria amorosa

Il programma presentato in "Chi vuol esser lieto sia..." raccoglie squisitissimi brani musicali e canti tra il XV ed il XVI secolo ed un repertorio coreografico dei maggiori maestri di danza dell'epoca, come il M° Fabritio Caroso da Sermoneta (1526 - 1605), ballerino, teorico e "inventore di scene". Egli fu il più ricercato organizzatore ed animatore di feste e banchetti del momento, in quanto particolarmente esperto nell'interpretare la magnificenza di numerose famiglie nobili, e soprattutto di gentildonne d'Italia, di Spagna e di Francia intestatarie dei suoi balli.
In questo spettacolo, la Compagnia dedica particolare attenzione al noto maestro di Sermoneta, perché con le sue opere "Il Ballarino" (1581) e "Nobiltà di Dame" (1600), autentiche pietre miliari della storia della danza, contribu´┐Ż in modo determinante al prestigioso cammino dell' "arte suprema".
Il programma presenta danze selezionate dai ritmi briosi e vivaci, dalla Gagliarda allaCascarda, dalla Chiaranzana alla Barriera, dal Branle des Cheveaux al Tourdion, senza però rinunciare ad alcune sorprese.
Grande risalto viene dato al saltarello, danza popolare alla quale si ispirarono alcune danze di corte dell'epoca.
Alcune danze vengono presentate con l'ausilio di bellissime maschere rinascimentali che si ispirano al noto Carnevale di Venezia.

saltarello

Il tutto è arricchito da momenti altamente spettacolari, con "banderali" che presentano l'antica Arte del Maneggiar l'Insegna, una delle arti più praticate dai nobili nel tardo Medioevo e nel Rinascimento, in cui viene evidenziata la perenne lotta tra il Bene ed il Male.
Lo spettatore viene accompagnato in questo viaggio da un giullare, con il compito di "legare" tra loro le diverse scene dello spettacolo.

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